Museion 29.2.2012: incontro con Brita

Il nostro progetto COME ON KIDS! è partito con una visita introduttiva  al settore della didattica del Museion, il museo d’arte contemporanea di Bolzano, dove Brita Köhler ci ha illustrato accuratamente i percorsi e i laboratori che vengono ideati in specifico per i loro visitatori più piccoli.

Quando i bambini arrivano al museo, dice Brita, è fondamentale farli sentire a proprio agio. Il museo non è visto come un posto in cui “studiare” ma un posto per poter individualmente sperimentare. Infatti, il ruolo dell’educatore (o meglio, del mediatore) non si concentra sul dare fin da subito informazioni, ma cerca di instaurare un dialogo con i bambini. Ed è proprio questo il punto di partenza per le loro visite guidate: abbandonati i programmi dettagliati, si lavora con l’improvvisazione. Ciò significa che i mediatori cercano di predisporre una sorta di scenario nel quale lasciano che sia il bambino a guidare la mostra.

I laboratori utilizzati ruotano su storie inventate, indovinelli, giochi in modo da stimolare la creatività e la curiosità dei bambini. Un altro punto importante sono i materiali utilizzati durante queste attività. I bambini sono abituati a toccare tutto, cosa che in un museo viene a loro negata, e perciò è importante stimolare tutti i sensi (non solo la vista) grazie ad elementi tattili. Inoltre, ci è stato sottolineato, che nel caso del Museion i materiali provengono da scarti, avanzi: tutte cose che appartengono all’esperienza quotidiana e che quindi i bambini possono riconoscere facilmente.

Un’altra informazione molto utile che Brita ci ha dato riguarda le diverse fasce d’età per le quali vengono preparate attività e laboratori diversi. Queste sono: 4 anni, 5–6 anni, 7–11 anni, 11–14 anni e infine 15–19 anni.

Quando si ha a che fare con dei bambini bisogna trovare il linguaggio giusto e cercare di stare sulla stessa loro lunghezza d’onda.  A loro piacciono le cose nascoste e misteriose, notano i dettagli più strani, amano associare idee e liberare la fantasia. Hanno delle esigenze particolari: vogliono materiali esteticamente appetitosi e ordinati in modo chiaro e semplice. Insomma, sono i bambini che fanno che regole.

Alla fine Brita ci ha lasciati con un consiglio per il nostro progetto, ossia di non avere in mente un risultato finale preciso ma di mantenere una certa apertura verso qualsiasi possibilità di sviluppo. L’improvvisazione dovrebbe essere, anche per noi, un aspetto importante per come approcciarsi a questo progetto.

 

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Corso 2011-2012, Incontro, Museo, Propedeutico